Negli USA è Marquez settebellezze

Negli USA è Marquez settebellezze

Sette anni, undici GP negli Stati Uniti ed altrettante vittorie. Marc Marquez è il signore delle piste americane ed è imbattuto su suolo statunitense dal lontano 2010.

di Redazione Il Posticipo

Marc Marquez è spagnolo, ma negli Stati Uniti si trova particolarmente bene. Al punto che è dal 2010 che il catalano non termina una gara motociclistica corsa negli States senza salire sul primo gradino del podio. Importa poco il tracciato o la denominazione del Gran Premio: Indianapolis, Laguna Seca, Austin, per il numero 93 non fa differenza. Vittorie su vittorie, una striscia incredibile, battuta solo (temporalmente parlando) da quella al Sachsenring, Gran Premio di Germania, in cui Marquez è imbattuto proprio dal 2010 per otto incredibili trionfi consecutivi. Ma a ben vedere, la diversità di condizioni e di piste, rende questi sette anni di vittorie ancora più speciali.

2011 – La prima vittoria arriva a Indy nella Moto2 in un triplete tutto spagnolo assieme a Espargarò e Rabat. I quindici punti guadagnati su Bradl, il suo avversario mondiale, non bastano però a Marquez per scavare il solco necessario e alla fine dell’anno deve accontentarsi del secondo posto nel Mondiale.

2012 – Indy stavolta porta fortuna. La tripletta iberica si ripete con Simon al posto di Rabat, ma la gara negli USA lancia definitivamente la fuga mondiale di Marquez, che stacca Espargarò e con altre due vittorie consecutive diventa praticamente irraggiungibile e conquista il suo secondo titolo iridato.

2013 – Esordio in MotoGP, esordio per il GP delle Americhe e arriva un clamoroso tris per Marquez. Lo spagnolo si impone prima ad Austin nella seconda prova del Mondiale, poi splendida doppietta estiva prima a Laguna Seca (prima e unica affermazione) e nell’ormai…casalinga Indianapolis.

2014 – Il Gran Premio degli Stati Uniti non c’è più, ma restano quello delle Americhe e quello di Indianapolis. Che sono rispettivamente il secondo e l’ultimo di una striscia pazzesca di vittorie consecutive da inizio Mondiale, che permette a Marquez di bissare il titolo già vinto nella stagione precedente.

2015 – Un anno triste per Marquez, per due ottimi motivi. In primis il terzo posto in classifica generale, con annesse tutte le polemiche per la sua “intromissione” tra Rossi e Lorenzo. E poi l’addio ad una pista speciale, quella di Indy. Festeggiato chiaramente con l’ultima vittoria sull’ovale, a cui si aggiunge l’ormai classico trionfo ad Austin.

2016 – E alla fine di GP americano ne rimane soltanto uno, ma alla tradizione non si può certo dire di no. E quindi quarta vittoria su quattro gare ad Austin, davanti a Lorenzo e Iannone. Ma anche quinto titolo Mondiale (terzo in MotoGP) grazie alle altre quattro vittorie stagionali.

2017 – L’anno del poker…e del pokerissimo. I mondiali in MotoGP diventano quattro, in una appassionante lotta punto a punto contro Dovizioso. Le vittorie in Texas passano invece a cinque, ma questa è molto importante. Si tratta del primo trionfo stagionale dopo un avvio così e così e soprattutto regala 15 punti di vantaggio su Dovizioso che alla fine permetteranno a Marquez di arrivare all’ultimo GP con la possibilità di vincere il titolo terminando davanti alla Ducati del rivale.

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