Chi è Jack Miller, il mago della pioggia in pole nel GP d’Argentina

Chi è Jack Miller, il mago della pioggia in pole nel GP d’Argentina

Jack Miller ha conquistato la pole position del Gran Premio d’Argentina con un azzardo che ha del clamoroso. Su una pista ancora un po’ umida, l’australiano ha fatto un giro con le gomme lisce e ha ottenuto il miglior tempo.

di Redazione Il Posticipo

Che nei centauri australiani ci sia instillata un po’ di follia, si sapeva. Bastava guardare la carriera di Troy Bayliss, tre volte campione del mondo Superbike e con 42 gare all’attivo nel Motomondiale, tra trionfi e cadute, per rendersi conto che nel DNA deve esserci davvero qualcosa di speciale. Lo ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, Jack Miller, classe 1995, compagno di squadra di Danilo Petrucci con la Desmosedici non ufficiale del team Pramac. L’australiano ha infatti conquistato la pole position del Gran Premio d’Argentina con un azzardo che ha del clamoroso. Su una pista ancora un po’ umida, il numero 43 ha fatto un giro con le gomme lisce. E a giudicare dalla griglia di partenza, ha avuto ragione lui.

Jack Miller, il mago della pioggia della MotoGP

E Miller non è nuovo a capolavori del genere. Anzi, si potrebbe ben dire che l’Aussie sia un vero e proprio mago del bagnato. Non per niente, anche se questa è la prima pole position della sua carriera nella classe regina, arrivata dopo 49 Gran Premi, il pilota della Pramac ha già all’attivo una vittoria in MotoGP. Un trionfo arrivato dopo un acquazzone torrenziale su una delle piste simbolo del Motomondiale, quella di Assen. In una gara a giri ridotti per il maltempo, Miller si è tolto la soddisfazione di battere Marquez e di diventare non solo il primo ex Moto3 a vincere un GP tra i grandi, ma anche il primo pilota non ufficiale a vincere una gara dopo Elias nel 2006. Insomma, un ragazzo che fa l’impossibile e che ai miracoli sta già abituando.

Se un veicolo ha un motore, l’australiano sa guidarlo

E soprattutto, un pilota che con la velocità ha un rapporto molto stretto, quasi simbiotico. Basta che un veicolo abbia un motore, e Miller può (e vuole) guidarlo. Non importa neanche troppo che ci siano delle ruote, perchè oltre alle moto, ai kart e ai quad, l’australiano ha anche qualche esperienza di moto…d’acqua. Come molti suoi connazionali, il numero 43 ha iniziato dal motocross, per poi spostarsi in Europa, grazie all’interesse della scuderia italiana Carretta, che gli affida un sedile per il Motomondiale 2012, ovviamente classe Moto3.

La Ducati per gli Aussie ha un certo occhio…

Il…povero Miller sembra però non riuscire mai ad avere una moto ufficiale. Strano, perchè nell’unica stagione (quella 2014) in cui gli viene data la possibilità di guidare per un team importante, la KTM, l’australiano arriva secondo nel mondiale, alle spalle di Marquez junior per soli due punti. Quanto è bastato alla Honda per metterlo sotto contratto e affidargli moto dei team satelliti nella classe regina per tre anni. Ora però su di lui ha puntato qualche fiches la Ducati, che del resto è pur sempre stata la scuderia del cuore proprio di Bayliss e il suo ultimo campione del mondo in MotoGP è un altro australiano celebre, Casey Stoner. Riuscirà Miller il folle a consacrarsi? Vedremo. Ma conoscendolo, potrebbero bastare due gocce per scatenarlo anche in gara…

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