Formula E, elettrica ma non ancora elettrizzante?

Formula E, elettrica ma non ancora elettrizzante?

Elettrica lo è già: adesso la Formula E deve diventare elettrizzante. La F1 è un’altra cosa ma la strada è tracciata…

di Luigi Pellicone
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Elettrica lo è. Adesso la Formula E deve compiere l’ultimo passo. Divenire anche elettrizzante: il Gran Premio a Roma è senza dubbio affascinante e poche città, come la Capitale, si prestano a offrire una cornice accattivante e adeguata all’evento. L’Urbe però è rimasta piuttosto freddina. Ma quali sono stati i pro e i contro del Gran Premio anzi, dell’ EPrix all’Eur? Lascia in eredità un buon impatto. Il pubblico si è divertito, complice la presenza di ex piloti di Formula 1 destinati a far crescere la categoria: Heidfeld, Buemi, Kobayashi. Tanti sorpassi e incertezza. Certo la F1 è un’altra cosa, ma anche la E può crescere.

I PRO – Innegabilmente, Roma è riuscita a riportare, dopo diversi anni, una competizione motoristica importante sulle strade della capitale. Pazienza se l’impatto economico del Gran Premio di Formula E sia notevolmente inferiore a quello della Formula 1, sfumato a cavallo del 2010. Il Gran Premio si svolge in un’intera giornata ed è a bassissimo inquinamento. Sia acustico sia ambientale. Quanto basta per ottenere autorizzazioni per correre senza troppe lungaggini burocratiche. Il grosso delle spese del Gran Premio è stato coperto da organizzatori e sponsor. I grandi partner si sono entusiasmati: sessanta milioni per i prossimi tre anni. Il pubblico, invece, no.

I CONTRO – Roma è una città particolarmente sensibile al traffico e bloccare l’EUR, dove risiedono, per la stragrande maggioranza, gli uffici e uno dei più grandi centri commerciali della città non è esattamente comodo. Al netto del traffico, sinora sembra che questo tipo di eventi abbia molto più appeal all’estero, specialmente nei paesi anglosassoni, dove vi è una cultura e una sensibilità diversa sia rispetto agli sport motoristici che all’ecosostenibilità.

GARA – La gara è anche spettacolare: la potenza elettrica è molto variabile e capovolge le carte in continuazione. Il verdetto, rispetto alla F1, è molo meno scontato così com’è più complicato individuare le strategie di gara. Anche perché anche il pubblico recita la sua parte social regalando “carica” e cavalli al pilota preferito con il “fanboost” processo di votazione social che premia il pilota preferito con dei vantaggi in termini di velocità e durata. Vince Sam Bird, collaudatore Mercedes, con la sua Virgin Racing dopo una lunga lotta con Di Grassi.

Sam Bird il vincitore dell’Eprix di Roma

È lui il primo imperatore di Roma, anche se si fatica a fraternizzare con delle monoposto che sfrecciano senza “rumore”. Piuttosto sibilano. La Formula E comunque richiede una grande interpretazione e sensibilità di guida. Il motore elettrico, in quanto tale, si scarica. Circuito comunque promosso: pista larga per lavorare bene la traiettoria, al netto delle ventuno curve. Tanti sorpassi e incertezza. Gli ingredienti ci sono. Manca solo il lievito…

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