Dalle gomme alla benzina: la Ferrari affila le armi…

Dalle gomme alla benzina: la Ferrari affila le armi…

Il Gran Premio della Cina è uno…Shanghai. Nel senso che basta spostare un fattore per rivoluzionare strategie e griglia di partenza…

di Luigi Pellicone

Dal deserto al traffico. Il Gran Premio della Cina si giocherà, con ogni probabilità sui consumi. Occhio dunque alle strategie delle varie scuderie, che potrebbero disegnare la griglia di partenza rovesciando ancora una volta i rapporti di forza. Al netto delle due vittorie Ferrari, la Mercedes è ancora la macchina migliore del lotto, e almeno in teoria è favorita su questa pista. Il circuito di Shanghai, del resto, è veloce e con grandi velocità di punta. Disegnato intorno alle caratteristiche delle Frecce d’Argento che dovrebbero, a rigor di logica, sfrecciare anche nelle prove ufficiali.

I MURETTI – La Cina è terreno di caccia favorito per la monoposto della casa costruttrice di Stoccarda, che sfrutterà la velocità massima e la trazione in curva, forte della migliore Power Unit in circolazione. E la Ferrari? Viaggia d’ingegno. I ragazzi del muretto rosso possono, ancora una volta, incidere pesantemente nell’economia del Gran Premio sfruttando i consumi, piuttosto che le gomme. Basti considerare che a Shanghai il guadagno, in termini di decimi di secondo, è doppiamente sensibile alla potenza e al consumo: 10 chilogrammi di peso corrispondono a due decimi. Considerando che il consumo è di 1,7 Kh a giro, saranno necessari 95 litri di carburante per terminare la corsa. E la Ferrari, per restare più a lungo in pista, potrebbe rinunciare a partire a pieno carico e sfruttare la delicatezza di guida di Vettel e Raikkonen.

PIEDI PIUMATI –  Vettel, che è stato abilissimo a risparmiare le gomme in Bahrain, dovrà sfruttare la propria sensibilità di guida per ridurre al minimo i consumi. Come? Pigiando l’acceleratore ma con un piede pesante come una…piuma. Il segreto è dunque il “lift off”, un termine che si traduce in decelerazione. Una scelta che permette di far “respirare” le power unit (che al termine del Gran Premio in Cina avranno quasi raggiunto la “mezza età”) e non stressare più di tanto i propulsori. Una gestione mutuata dalla Formula E che permette di risparmiare carburante e Mgu-K. Sarà la strategia vincente?

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