A Baku la Ferrari cala il tris. E la cabala…

A Baku la Ferrari cala il tris. E la cabala…

Ferrari, occhio ai numeri. Tre pole consecutive: non accadeva dal 2007 e ci era riuscito Massa. E a fine anno la corona iridata è arrivata a Maranello…

di Redazione Il Posticipo

Ferrari, occhio ai numeri. Tre pole consecutive: non accadeva dal 2007 e ci era riuscito Massa. E attenzione ai corsi e ricorsi storici. Nel 2016 pole position di Nico Rosberg. Nel 2017 Hamilton scatta dalla prima posizione. Adesso tocca a Vettel. Chi ha pazienza può rileggersi l’albo d’oro del Mondiale 2016 e 2017 e trarre le proprie conclusioni…

BINARI – Vettel ci mette del suo e lascia in eredità la sensazione che la Ferrari non abbia punti deboli. Hamilton, scatenato per tutto il weekend, ha sofferto nel secondo e terzo settore, laddove la trazione fa la differenza. Tre decimi dopo la curva 15, dietro all’arrivo. Qualcosa significherà. Ovvero, che la Ferrari si fa apprezzare per il passo: aggressiva, precisa fra i muretti. Specialmente nell’ultimo settore dove la monoposto viaggia serenamente fra tanti lunghi e difficoltà. La Ferrari invece sfrutta tutto il cordolo e la la potenza e “costringe” la Mercedes a “svelare” la strategie. Le frecce d’argento partono con le supersoft. La sensazione è che le frecce d’argento soffrano molto le ultrasoft. Le Mercedes lavorano molto sul volante e sulla mappatura e sfruttano, come la Ferrarti tutta la porzione di pista: la differenza è che mentre la Ferrari viaggia sui “binari”, Hamilton e Bottas devono “incanalare” le loro vetture.

ICEMAN – La freddezza di Raikkonen. Una porzione di Q2 drammatica per la Ferrari e un rischio enorme all’ultima curva del Q3. Due errori che costano carissimo al finlandese che rovina due giri. Nella seconda frazione se la cava ed evita la tagliola. Nel “run” da pole, invece rovina il giro ma corregge in extremis salvandosi dal muretto. Approccio all’ultima curva, un pelo largo, apre il gas la macchina va sul posteriore. Controllo da rally, ma perde un secondo. Che in Formula 1 è una vita. Probabilmente non ha visto il provvisorio: aveva tre decimi di vantaggio, sufficiente gestire. Peccato.

PASSO – Attenzione, però, perché paradossalmente non basta partire in pole. Baku è una pista che si presta ai sorpassi e la monoposto migliore, in passo gara è ancora la Red Bull. Gran Premio quanto mai equilibrato dunque. La Mercedes si fa preferire per velocità, la Ferrari per affidabilità, ma Ricciardo può sorprendere tutti alla distanza. Ancora una volta, dunque, saranno decisive le strategie.

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