Australia, dai giochi (del Commonwealth)…all’asilo

Australia, dai giochi (del Commonwealth)…all’asilo

Un buon numero degli atleti arrivati in Australia per i Giochi del Commonwealth si sta informando per richiedere asilo politico. Ed il Cameroon…non trova più un terzo della sua squadra.

di Riccardo Stefani

I giochi del Commonwealth sono una manifestazione sportiva quadriennale organizzata dalla federazione dei giochi del Commonwealth delle nazioni. Ogni nazione facente parte di questa organizzazione internazionale alla quale possono accedere solo gli ex domini dell’impero britannico invia nel paese che ospita la competizione una propria rappresentanza di atleti. La prima edizione di questa sorta di olimpiade degli ex domini di Sua Maestà si è disputata nel 1930 sotto il nome di British Empire Games, giochi dell’impero britannico. Sarà la stanchezza per il viaggio, sarà la pressione messa dalla competizione, sarà che l’Australia è un posto meraviglioso dove si sta meravigliosamente ma molte di queste persone non ne vogliono sapere di andarsene.

IN AUSTRALIA SI STA BENE E COMINCIANO LE CODE PER LE RICHIESTE DI ASILO – Da alcuni uffici migrazione è trapelata la notizia, in direzione CNN, che vede “tre dozzine” di persone tra atleti e giornalisti fare richiesta di asilo politico, molti dei quali provenienti da alcuni stati africani. La notizia è senza dubbio singolare ma, purtroppo, parecchio lontana dall’incredibile. Molti stati del continente nero versano in condizioni disastrose tra guerre, guerriglia e povertà generalizzata e questi atleti sembrano aver trovato nell’Australia il posto giusto per cominciare a vivere e perché no, magari anche per ricominciare a sognare. Chiunque abbia mai pensato di far visita a canguri e koala, magari per restarci un po’ di tempo, sa quanto sia complicato ottenere un visto ma questi ragazzi hanno giovato della fortuna di essere atleti e di essere selezionati dalle federazioni per partecipare ai Commonwealth Games.

IL CAMEROON…NON TROVA UN TERZO DELLA SQUADRA – Il visto degli atleti scadrà il 15 maggio prossimo e allora, direte voi, di cosa si preoccupano le autorità australiane? Beh, oltre alle richieste di asilo e di prolungamento dei visti c’è un’altra questione. Un terzo della squadra degli atleti camerunensi inviati in rappresentanza sono svaniti nel nulla sulla Gold Coast. Oltre agli otto camerunensi mancanti viene segnalata l’assenza di altri tre sportivi dal villaggio, uno del Ruanda e l’altro dell’Uganda. Un membro dello staff della squadra camerunense, interrogato sulla sorte dei suoi connazionali ha rivelato di non credere nell’eventualità di un loro ritorno. E pensare che il ministro degli affari interni australiano, Peter Dutton, si era raccomandato con gli atleti di seguire le leggi del paese già da gennaio.

LE DEFEZIONI SONO UN CLASSICO DELLE GRANDI COMPETIZIONI INTERNAZIONALI – Non è neanche la prima volta che questa competizione, e non solo, viene utilizzata come scorciatoia rispetto ai tediosi processi burocratici per ottenere un visto nell’isola. Nell’edizione del 2006 erano venticinque gli atleti scomparsi da Melbourne mentre a Sydney nelle edizioni delle olimpiadi del 2000 ben 80 atleti hanno violato il visto. E non è certo il primo caso di defezione di massa. Basterebbe ricordare ciò che succedeva nel 1956 alla squadra d’Oro: l’Honved. La squadra ungherese si trovava in viaggio per una trasferta contro l’Athletic Bilbao quando in Ungheria comincia l’invasione sovietica e i magiari non riescono a rimpatriare. Tuttavia i campioni (tra cui c’era un certo Puskas) anche alla fine degli attriti si guardano dal tornare in patria e anche se osteggiati dalla FIFA organizzano una serie di amichevoli per sostenere gli oppressi in patria.

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