Anelli e…spinelli: anche i campioni NBA fumano cannabis

Anelli e…spinelli: anche i campioni NBA fumano cannabis

Matt Barnes, parte del roster dei Warriors campioni 2017, ha rivelato a BBC Sport che durante la sua storia sportiva ha fumato cannabis, addirittura prima delle partite. E pare non essere certo il solo…

di Redazione Il Posticipo

Matt Barnes è quello che potrebbe essere definito un giramondo della palla a spicchi. In quattordici anni di carriera nella Lega, ha infatti indossato, tra addii e ritorni, la canottiera di ben nove franchigie (Clippers, Kings, Knicks, 76ers, Warriors, Suns, Magic, Lakers e Grizzlies). Ha però decisamente chiuso in bellezza, dato che le sue ultime apparizioni sono state alla Oracle Arena, casa dei Golden State Warriors campioni NBA della scorsa stagione e ora in corsa per ripetersi. Per l’ala una carriera tutto sommato di tutto rispetto, chiusa con l’Anello e prolungata…da qualche spinello. Barnes ha infatti rivelato a BBC Sport che durante la sua storia sportiva ha fumato cannabis, addirittura prima delle partite, soprattutto per combattere il dolore e per rilassarsi.

FENOMENO DIFFUSO – Non questo gran segreto, forse, considerando che persino il coach dei Warriors, Steve Kerr, nel 2016 ha dichiarato di aver utilizzato la marijuana per lenire i dolori alla schiena lasciati da un’esperienza ultradecennale sui campi della NBA. Ma l’ammissione diretta di un giocatore (per quanto appena ritiratosi) che ha fatto parte del roster della squadra campione in carica, fa molto più scalpore. Soprattutto alcuni dei passaggi, che sottolineano quanto l’utilizzo di cannabis nel basket americano non sia esattamente un fenomeno circoscritto… Un ex compagno di Barnes nella prima esperienza ai Warriors, Al Harrington, ha addirittura fondato un’azienda che si occupa di produrre estratti di cannabis e sostiene che in ogni franchigia in cui ha giocato c’erano sempre almeno cinque compagni di squadra che fumavano marijuana.

REGOLE E SANZIONI – Ma negli Stati Uniti la cannabis è legale? No…e sì. A livello federale la coltivazione, l’uso e lo spaccio sono legalmente punibili. Ogni singolo stato, però, può decidere di permetterne l’uso a scopo terapeutico o a scopo ricreativo e solo quattro di essi (South Dakota, Nebraska, Kansas e Idaho) vietano totalmente la marijuana. E la NBA cosa ne pensa? Da un punto di vista strettamente regolamentare, la cannabis è nell’elenco delle sostanze proibite. I giocatori della Lega sono sottoposti a nove test a sorpresa ogni stagione, ma la pena per i cestisti che risultano positivi alla cannabis prevede semplicemente l’iscrizione al programma NBA di counseling, oltre che a test settimanali per tre mesi. Non una gran punizione, dunque, il che suggerisce che ci sia quasi un tacito “vivi e lascia vivere” che permetta ai giocatori di gestirsi. Anche perchè poi, di stupefacente spesso e volentieri c’è soprattutto quello che fanno in campo con il pallone a spicchi in mano…

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