Quando il calcio è arte e follia: Ronaldinho, una vita a dribblare…gli avversari e la giustizia

Quando il calcio è arte e follia: Ronaldinho, una vita a dribblare…gli avversari e la giustizia

Ronaldinho, archetipo artistico del pallone. Un calciatore che gioca e dribbla come un brasiliano ma con una velocità europea. Un genio assoluto: gol da 50 metri, esordi a mezzanotte, menages a trois in casa, guai con il fisco e paura di guidare.

di Redazione Il Posticipo

Dinho

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Un brasiliano che gioca come un brasiliano, corre come un europeo ed è stato matto, quanto sublime, come nessuno. Ronaldinho Gaucho è la quintessenza del calcio applicata alla genialità. Estemporaneo, in campo e soprattutto fuori. Giocate che i comuni colleghi possono solamente immaginare, fino a che ha avuto voglia di sacrificarsi e allenarsi. Poi, ha vinto la passione per i dolci la buona tavola: e non c’è stato più alcun tapis roulant o dieta ferrea che ne ha fermato il girovita. Gli ultimi anni spesi da globetrotter, impegnato più in feste e festini. Una vita spesa, in tutti i sensi, in tre continenti, una marea di soldi guadagnati, cuori spezzati e avversari dribblati. Talento inarrivabile, nel bene e nel male anche nella gestione del menage familiare: legatissimo alla famiglia, un passaporto in sospeso per i guai con il fisco. Due donne ma nessun matrimonio. Magia? Di più. Arte.

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